APERTURA

Giorgio Napolitano: l’Italia sia davvero fondata sul lavoro. Una soluzione c’è

di Fabio Gallo – Direttore Editoriale Gruppo ComunicareITALIA

Il problema dell’Italia è serio e non si dimezza la sua gravità affermando che si tratta di un problema condiviso da altre nazioni dell’Europa. La politica italiana, in particolare nell’ultimo decennio, non è stata capace di gestire il mercato che si stava aprendo nel settore IT – Innovation Tecnology.

Ne è consapevole il Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano che ha dichiarato: “La verità è che sono cambiate le tecnologie, i termini dell’occupazione e si è colto molto in ritardo il dilagare della disoccupazione giovanile sia in occidente che nei Paesi emergenti e in Italia lo sentiamo molto acutamente e drammaticamente”.

LA POLITICA ITALIANA SPENDE MA NON INVESTE
La politica italiana ha consolidato un metodo arcaico di amministrare il bene comune in dicotomia con le reali esigenze dei mercati moderni: in pratica, la politica italiana è bravissima a spendere danaro pubblico, ma non ad investirlo. Non è bello per chiunque si consideri per davvero “italiano” dovere prendere atto dell’inadeguatezza dei politici italiani a dare risposte agli interrogativi del mercato moderno. Per di più, è stata capace di investire sia i fondi statali che quelli europei nella direzione della valorizzazione e ricerca di sistemi capaci di generare nuove economie. Con ciò, generando un buco enorme, probabilmente superiore a 300 miliardi di Euro che ogni anno, e ogni anno sempre più perché il mondo continua ad evolversi anche nelle differenze, fanno affondare la penisola italiana nel rischio di dover ricorrere alla vendita del suo oro a qualche nazione “corvo”, per poter risanare i propri debiti.

GIORGIO NAPOLITANO HA CAPITO TUTTO
Ritengo che il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano abbia perfettamente compreso che la politica italiana necessiti di salto generazionale. I suoi messaggi forti e chiari sono stati accolti dalla stampa più volte: da Reggio Calabria, dalla quale auspicava una generazione di nuovi politici. Anche recentemente dalla Fiera del Libro (2013) Giorgio Napolitano ha dichiarato che l’Italia necessita di una classe dirigente nuove e adeguata ai tempi. Fino a giungere ad oggi, ad una dichiarazione che denuncia la reale necessità: “la verità è che sono cambiate le tecnologie, i termini dell’occupazione…”

L’ARSENALE ITALIANO PER LE NUOVE ECONOMIE
Ci troviamo innanzi ad un gruppo di politici tradizionali, vecchio stampo, ancora seduti sulla poltrona, mentre tutto il mondo dell’Economia è in movimento. L’Italia dispone di un vero arsenale di Beni Culturali, Agroalimentari, Paesaggistici, Naturali e Tradizionali da fare invidia a mezzo universo. Un capitale che posto sulla bilancia dell’Economia Internazionale pende in maniera determinante a favore dell’Italia e del suo Pil. Ma la politica dorme, si frammenta, demolisce la nostra Nazione e diventa sempre più cieca rispetto al potere delle multinazionali sempre più intelligenti e invisibili. Il Governo deve ascoltare gli esperti in Gestione della Conoscenza perché la battaglia non è più solo politica ma molto più evoluta ai settori dell’intelligenza applicata alla produzione di nuove economie. Possiamo aumentare in pochissimo tempo il potere dell’Italia in modo esponenziale.

IL MADE IN ITALY
Il più forte Brand al mondo per gusto e qualità si chiama Made in Italy e la politica italiana ha consentito che divenisse il più imitato a vantaggio di economie “nere” che oggi, come avvoltoi, attendono di renderci schiavi. E ciò accadrà solo ed esclusivamente perché l’Italia ha nutrito sino ad oggi una classe politica che dai salotti televisivi vuole farci vedere le stelle ma non vede neanche il proprio dito che le indica. Tutto questo compromette definitivamente il lavoro e il mancato utilizzo di veri esperti nei settori strategici della gestione della Conoscenza – profeti delle nuove economie – ridurrà anche la speranza a macerie di una ulteriore sconfitta dell’Italia.

QUANTO COSTA ALL’ITALIA L’UOMO GIUSTO AL POSTO SBAGLIATO?
In ultimo: avete mai calcolato quanto costa a tutti noi l’ignoranza di quanti occupano posti strategici per la crescita, nella politica, nella Pubblica Amministrazione, nella Sanità, etc, che non sono capaci? Avete mai provato a immaginare quanto costa all’Italia e a tutti noi l’ignoranza, l’incapacità, l’inadeguatezza di tali soggetti rispetto al loro prossimo? Anche questo è un problema serio, molto serio, che bisogna risolvere al più presto.

Per Giorgio Napolitano – afferma Tg Com – la mancanza di lavoro, soprattutto per i più giovani, non è un problema solo italiano, ma di tutto l’occidente e dei Paesi emergenti. “La verità è che sono cambiate le tecnologie e i termini dell’occupazione: si è colto in ritardo il dilagare della disoccupazione giovanile”, ha detto infatti il capo dello Stato, sottolineando come l’Italia senta questo problema “molto acutamente e drammaticamente”.

“Dobbiamo essere – ha affermato Napolitano ai microfoni del Tg5 – una Repubblica all’altezza dell’articolo 1 della Costituzione, quel primo articolo ebbe grande significato. Si discusse moltissimo in assemblea costituente e si scelse questa dizione anziché l’altra ‘è una Repubblica dei lavoratori’. ‘Fondata sul lavoro’ è qualcosa di più, c’è un principio regolatore a cui si debbono uniformare tutti gli attori sociali e tutte le rappresentanze politiche”.

Ciò che ha sottolineato il presidente della Repubblica è come il problema della disoccupazione giovanile sia globale. “Il più importante settimanale internazionale di economia, The Economist, è uscito con una copertina ed un editoriale il cui titolo è ‘Una generazione senza lavoro’. Si parla, solo nei Paesi del mondo ricco, di 26 milioni di giovani che non sono più nel processo formativo, non fanno addestramento e non hanno lavoro. Nell’insieme, l’Organizzazione internazionale del lavoro ha fatto la cifra di 75 milioni di giovani disoccupati, qualcosa di simile alla popolazione di un grande Paese”.

L’IDEA DELLA FONDAZIONE “PAOLO DI TARSO”
Per non somigliare a coloro i quali abbiamo criticato, aridi di soluzioni, proponiamo un’idea giunta dalla Fondazione “Paolo di Tarso” (www.paoloditarso.it) che ha sviluppato una notevole esperienza nel delicato e innovativo settore della Gestione della Conoscenza: l’istituzione di una ristrettissima cerchia di esperti in gestione della conoscenza che abbia lo scopo di individuare e suggerire alla Politica linee strategiche da adottare immediatamente per “seminare intelligenza” e raccogliere prestissimo “nuove economie”. Un cerchia ristrettissima di intelligenze che potrebbe rispondere solo al Presidente della Repubblica e che rimane assolutamente invisibile. Potremmo scendere anche nei dettagli in modo diretto. Rispondiamo a redazione@comunicareitalia.it

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