APERTURA

Parco Nazionale del Pollino: le Buone Politiche del Presidente Mimmo Pappaterra

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Parco Nazionale del Pollino

A cura della Redazione di ComunicareITALIA/

I Redattori delle Testate Giornalistiche del Gruppo ComunicareITALIA, leader nella promozione del Brand Italia e Made in Italy in Rete, sono alla caccia di luoghi eccellenti governati in maniera esemplare nel Mezzogiorno d’Italia. Gli esperti del Gruppo ComunicareITALIA, noto per la sua capacità di sviluppare “trend positivo” dell’Italia in Rete, ha ricevuto l’incarico di individuare location che possano ospitare Grandi Eventi dell’EXPO MONDIALE DELLA DIETA MEDITERRANEA 2016, il primo “Diffuso e Sostenibile” della storia Agroalimentare italiana.

Dunque, una volta scattata la ricerca la prima meta ad essere stata individuata è stata la bella Otranto, in Puglia, con Viestre: due verande sul mediterraneo che il mondo ci invidia. La Puglia, si sa, è molto avanti. L’EXPO 2016 è molto intelligente e sarà una vera esposizione di eccellenze tra le Nazioni a carattere multiculturale ed ecumenico. La Fondazione “Paolo di Tarso” Capofila dell’EXPO 2016 ha deciso che la prima “Biennale” dell’EXPO MONDIALE DELLA DIETA MEDITERRANEA 2016 deve celebrare il Sud dell’Italia positivo e noto per le sue buone pratiche. Questo è il motivo per cui è iniziata la caccia alle buone politiche e, di conseguenza, ai Politici che le esercitano.

Indiscrezioni dicono che in Calabria il noto Borgo Antico di Altomonte avrebbe già sottoscritto con la Fondazione “Paolo di Tarso” un protocollo d’intesa che la vedrebbe tra gli “Atolli” che ospiteranno l’EXPO 2016. Anche qui la politica locale avrebbe ricevuto le lodi del Gruppo ComunicareITALIA e della lungimirante Fondazione che nella Dieta Mediterranea vede, allineata con le Nazioni Unite, il Futuro Alimentare, dunque il cuore delle nuove economie e, non ultimo – priorità per la Fondazione – il rispetto del diritto dell’uomo nel prossimo futuro all’accesso al Cibo Sano.

Qui di seguito riportiamo integralmente l’articolo pubblicato oggi da Il Giornale del Turismo.IT che nel Parco Nazionale del Pollino avrebbe individuato una nuova perla per l’EXPO 2016 dedicato alla Dieta Mediterranea e alla sostenibilità ambientale.

PARCO NAZIONALE DEL POLLINO
Cari amici alla ricerca di mete veramente sorprendenti, oggi parliamo di una vera Star della natura incontaminata: il “Parco Nazionale del Pollino” che Il Giornale del TURISMO suggerisce vivamente di visitare a tutti coloro i quali, viaggiatori, turisti e pellegrini, intendono vivere una esperienza di contatto, anche estremo, con la Natura incontaminata.

Ma parliamo anche di come la Politica, quando diventa esercizio di buone pratiche, porti bene ad un Territorio e alla sua popolazione. Per questo, insieme al Parco parliamo di chi, concretamente, ha fatto si che diventasse una meta ricercata e apprezzata ma soprattutto fruibile: il Presidente Mimmo Pappaterra.

MIMMO PAPPATERRA, LE BUONE PRATICHE E LA POLITICA DEL FARE
Mimmo Pappaterra
 è stato riconfermato da poco Presidente del Parco del Pollino – e con merito – dopo i primi cinque anni di lavoro costante e intelligente, perché il Parco diventasse uno dei più importanti d’Europa. L’ex consigliere regionale e parlamentare socialista è stimato da tutti i partiti politici per la sua correttezza e il lavoro impresso al Parco è stato per davvero grande e capace di imprimere al territorio, anche grazie all’attuazione di un ottimo lavoro tra progetti e marketing,  una crescita esponenziale di visitatori da tutta Italia e da gran parte dei paesi europei.

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Parco Nazionale del Pollino – foto di Diodato Campagna

Il Parco Nazionale del Pollino è una realtà consolidata.  A metà fra la Basilicata e la Calabria,  è lo specchio delle differenze tra le  due Regioni.  Tanto efficiente la Lucania,  quanto deficitaria la Calabria.  Negli anni in cui era direttore generale Raffaele Sergio Rio il dipartimento turistico della Calabria ha praticamente abbandonato il Parco. Ma il Presidente Mimmo Pappaterra è andato avanti comunque.  Il suo lavoro è stato premiato dai molti risultati oggettivi.

LA SFIDA PER IL FUTURO: GRANDI MANIFESTAZIONI E PROGETTI EUROPEI
Ora, la sfida più importante: rendere il Parco vicino alle grandi manifestazioni.  Con i fondi europei è possibile.  E si potrà proiettare questa immagine in tutto il mondo. In tal senso una serie di importanti novità di forte richiamo e che saranno istituzionalizzate per diventare un appuntamento fisso per un Turismo di qualità che, a partire dalle Famiglia, accoglie Giovani e Giovanissimi e non solo.

STORIA DEL PARCO NAZIONALE DEL POLLINO
Il Parco Nazionale del Pollino è istituito nel 1988[1], mentre la perimetrazione provvisoria è del 1990, così come le misure di salvaguardia. Tra gli anni 1993 e 1994 s’insediano gli organismi amministrativi e tecnici: presidenza, consiglio di amministrazione e direzione; la sede dell’ente di gestione è ubicata in Rotonda (PZ). Il Pollino è, dunque, l’area protetta più estesa d’Italia, comprendendo, a cavallo fra il confine geografico e amministrativo delle regioni Calabria e Basilicata, 3 province (Cosenza, Potenza, Matera), 56 comuni, di cui 32 in Calabria e 24 in Basilicata, 9 comunità montane e 4 riserve orientate: Rubbio, in Basilicata, e Raganello, Lao e Argentino in Calabria. Le sue vette, tra le più alte del sud d’Italia, sono coperte di neve per molti mesi dell’anno. Dalle cime, ad occhio nudo, si osservano, ad occidente, le coste tirreniche di Maratea, Praia a Mare, Belvedere Marittimo e, ad oriente, da Sibari a Metaponto, il litorale ionico. L’emblema del parco è il pino loricato (Pinus heldreichii), specie rarissima in Italia, presente in altre stazioni fitoclimatiche delle montagne balcaniche e greche.

IL TERRITORIO
Il territorio del Parco comprende in tutto 56 comuni, 32 nella Calabria (provincia di Cosenza) e 24 nella Basilicata (22 nella provincia di Potenza e 2 nella provincia di Matera). I comuni in territorio calabro sono: Acquaformosa, Aieta, Alessandria del Carretto, Belvedere Marittimo, Buonvicino, Castrovillari, Cerchiara di Calabria, Civita, Francavilla Marittima, Frascineto, Grisolia, Laino Borgo, Laino Castello, Lungro, Maierà, Morano Calabro, Mormanno, Mottafollone, Orsomarso, Papasidero, Plataci, Praia a Mare, San Basile, San Donato di Ninea, Sangineto, San Lorenzo Bellizzi, San Sosti, Sant’Agata di Esaro, Santa Domenica Talao, Saracena, Tortora, Verbicaro.

SEDE DELL’ENTE PARCO
I comuni in territorio lucano sono: Calvera, Castelluccio Inferiore, Castelluccio Superiore, Castelsaraceno, Castronuovo di Sant’Andrea, Carbone, Cersosimo, Chiaromonte, Episcopia, Fardella, Francavilla in Sinni, Latronico, Lauria, Noepoli, Rotonda, San Costantino Albanese, San Giorgio Lucano, San Paolo Albanese, San Severino Lucano, Senise, Teana, Terranova di Pollino, Valsinni, Viggianello.

PARCO NAZIONALE DEL POLLINO – I COMUNI DI INTERESSE STORICO ARCHEOLOGICO
Fra questi alcuni sono di interesse storico-archeologico: Viggianello, Rotonda, Castrovillari, Morano Calabro, Laino Borgo, Mormanno, Scalea, Papasidero e Civita, altri sono importanti dal punto di vista socio-culturale, perché sono comunità albanesi che si insediarono nel territorio lucano e calabrese tra il 1470 e il 1540, sono: San Paolo Albanese, San Costantino Albanese, San Basile, Lungro, Plataci, Frascineto, Civita.

Il paese più alto del parco è Alessandria del Carretto con i suoi mille metri s.l.m., paese che ancora oggi conserva antiche tradizioni culturali e musicali. Tra gli edifici religiosi degni di nota si annoverano, in territorio calabro, il complesso monastico della Madonna delle Armi a Cerchiara e ruderi di conventi, come quello del Colloreto a Morano Calabro, mentre in Basilicata, nel comune di San Severino Lucano, a circa millecinquecento metri di quota è situato il santuario della Madonna del Pollino, meta di un culto religioso profondamente radicato nella gente del luogo. All’interno della valle del Mercure, in territorio di Rotonda, sono stati ritrovati interessanti reperti paleontologici: Elephas antiquus, Hippopotamus major.

RISERVE NATURALI

Valle del Fiume Lao (5.200 ha) – Comune di Papasidero (CS)
Gole del Raganello (1.600 ha) – Comune di San Lorenzo Bellizzi (CS)
Valle del Fiume Argentino (3.980 ha) – Comune di Orsomarso (CS)
Rubbio (211 ha) – Comune di Francavilla in Sinni (PZ)

Notizie storiche fonte: Rete

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