 Comunicare Italia.it: Fonte, Adnkronos - Non si placano le vendite in un'Europa che sembra avere sempre piu' di paura di prendersi un' "influenza" greca. A Milano si assiste alla terza seduta negativa con il Ftse Mib e il Ftse All-Share che cedono entrambe il 2,75%. L'indice delle blue chips poi chiude sotto quota 21 mila a 20.815,88 punti. Non e' bastato il dato sulla disoccupazione Usa a gennaio a calmare il panico. Il Dipartimento del lavoro americano ha annunciato che il tasso di disoccupazione si e' attestato al 9,7% meglio delle attese che lo davano al 10,1%. Le Borse europee hanno dapprima reagito positivamente. E Wall Street nelle prime battute era leggermente in rialzo. Ma e' durata poco: il Dow ha quasi subito svoltato in rosso e le Borse europee hanno ripreso a calare. Indice dell'alto tasso di volatilita' sono anche gli scambi che oggi hanno raggiunto i 4,8 miliardi di euro rispetto ai 3,5 miliardi di ieri e ai 2,7 miliardi di mercoledi'. Anche oggi il settore piu' colpito e' stato quello dell'auto complice il caso Toyota e l'incertezza legata agli incentivi e alle tensioni con il governo. Exor ha ceduto il 3,53% e Fiat il 4,29% ma il titolo peggiore sul paniere principale e' stato Pirelli (-5,44%) penalizzato dalle prospettive dell'automotive come da quelle per il settore costruzioni. Negativi anche i finanziari con Bpm che cede il 4,36%, Fonsai il 3,47% e Generali il 3,26%. Mediobanca limita invece il danno ad un -1,43%. In lettera anche il settore editoriale con Mondadori che lascia sul terreno il 3,8% e, fuori dal paniere principale, Class Editori che perde il 5,94% e il il gruppo L'Espresso il 6,04%. Telecom Italia Media, dopo aver confermato di avere allo studio un aumento di capitale, lascia sul terreno il 5,86%. Realizzi anche sulle societa' legate alla produzione di energie rinnovabili con Pramac che perde il 9,95% e Ternienergia il 12,24%. |