APERTURA

All’Istituto Alberghiero di Otranto la Conferenza sulla legalità. Nino di Matteo non è solo.

“Il credente che abbia preso in seria considerazione la propria vocazione cristiana, per la quale il martirio è una possibilità annunciata già nella rivelazione non può escludere questa prospettiva dal proprio orizzonte di vita. I 2000 anni dalla nascita di Cristo sono segnati dalla persistente testimonianza dei martiri” (Giovanni Paolo II, Incarnationis Mysterium, n.10)

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Nella Foto: Giovanni Falcone e Paolo Borsellino

A cura della Redazione de IL PARLAMENTARE.IT/

Sappiamo tutti bene che ad attanagliare il nostro bel Paese non è una crisi finanziaria bensì una profonda crisi dell’Uomo. Papa Francesco ha più volte promosso tra i Giovani la necessità di andare, se necessario, controcorrente e di non avere timore di farlo. L’auspicio di Papa Francesco sembra essere il tema che ha ispirato la Conferenza sulla legalità che ha preso vita presso Istituto professionale Statale Servizi per l’Enogastronomia e l’Ospitalità Alberghiera diretto dal Prof. Luigi Martano.
Più che una conferenza si è trattato di un vero e proprio “Grande Evento” che ha posizionato nel cuore dei presenti e grazie alla Rete dalla più grande Community, il concetto di amore per il bene comune. Motivo per cui la Fondazione “Paolo di Tarso” ha inteso seguire in diretta tutti gli interventi per comunicarne i contenuti e rendersene promotrice in futuro. Tra tutte le Testimonianze abbiamo ascoltato quella del Maresciallo dei Carabinieri Saverio Masi (capo scorta del PM Nino Di Matteo del processo inerente la trattativa Stato-mafia) che possiamo definire un’ esclusiva assoluta atteso il fatto che Saverio Masi difficilmente rilascia dichiarazioni. Ma questa volta, per i Giovani, lo ha fatto con singolare chiarezza e oggettività e per questo lo ringraziamo perché la sua testimonianza ci ha particolarmente scossi e per questo il Gruppo ComunicareITALIA, come altre Testate Giornalistiche, da oggi, presterà speciale attenzione al caso del PM Nino Di Matteo per fare si che la sua sicurezza possa diventare un tormentone per la politica italiana.

Oggi l’Italia si trova ad un bivio: da una parte la strada che porta alla perdita della memoria che ci vedrà trasformati in breve una Nazione senza più coscienza, incapace di progettare e costruire il futuro e dall’altra la strada della consapevolezza che, se pur con sacrifici, molti sacrifici, ci farà diventare in breve una Nazione libera e cosciente, promotrice di cultura e nuove economie a partire dalla Terra e dai suoi frutti, esempio di Democrazia per l’area Euromediterranea.
Questa seconda strada, tutta in salita, è quella che hanno percorso grandi Uomini come Antonino Saetta, Rocco Chinnici, Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Rosario Livatino e altri che oggi sono ricordati in una grande conferenza che unisce il Mezzogiorno d’Italia da Otranto a Palermo. La Redazione de IL PARLAMENTARE.IT partecipa all’evento promuovendo le buone politiche per la legalità e ricorda tra i Martiri di mafia, oggi Eroi moderni, Don Pino Puglisi.

E così che oggi diamo spazio a chi si unisce per la legalità. Una voce inconfondibile che unisce gli Operatori del Bene , per il Bene comune. Ieri in TV da Fabio Faziooggi da Otranto, grazie all’iniziativa del Prof. Luigi Martano si ricordano Uomini veri, quelli che hanno dato la vita per il nostro bene, veri Eroi moderni, e insieme ad essi si promuove la nostra vicinanza ai Magistrati attualmente impegnati nella lotta alle mafie.

LUIGI MARTANO E I.P.S.S.S.E.O.A. DI OTRANTO IN CONFERENZA SULLA LEGALITA’
“La Scuola in tutto questo ha un ruolo strategico” . E’ proprio in essa, infatti, che deve essere dato l’impulso positivo ai giovani che potranno distinguere ciò che per loro sarà bene o male. In tal senso oggi si muove l’I.P.S.S.S.E.O.A. di Otranto (Istituto professionale Statale Servizi per l’Enogastronomia e l’Ospitalità Alberghiera) diretto dal Prof. Luigi Martano. Questa scuola, un vero “atollo” di perfezione didattica oggi, nell’ambito del progetto “Le Vele..sui Mari della legalità” finanziato dalla Provincia di Lecce, organizza un importante incontro sulla legalità all’interno del quale sarà possibile ascoltare la testimonianza  del Mar. dei Carabinieri Saverio Masi, Caposcorta del PM Nino di Matteo, impegnato nel processo sulla Trattativa Stato – Mafia. Alla conferenza parteciperanno anche il Giornalista di Antimafia 2000 Aaron Pettinari, in video conferenza il dott. Salvatore Borsellino (fratello di Paolo). Saranno presenti anche i familiari di vittime di mafia Matilde Montinaro (sorella di Antonio, ucciso nella strage di Capaci del maggio ’92). e Sabrina Matrangola. Tra i partners dell’Evento il noto Movimento Agende Rosse, l’Associazione Nomeni per Antonio Montinaro, la Lega Navale Italiana Otranto.

PIF DA FABIO FAZIO RICORDA ROCCO CHINNICI ED E’ SUCCESSO COME OGGI AD OTRANTO
Proprio ieri sera Pif, reduce dal successo del suo film “La mafia uccide solo d’estate”Pif ospite a “Che tempo che fa” di Fabio Fazio omaggia il magistrato Rocco Chinnici, ucciso nel 1983, che oggi avrebbe compiuto 89 anni. “Io da piccolo sono andato a scuola dalla suore” esordisce Pif “e mi hanno fatto vedere decine di volte il film Marcellino pane e vino”. Poi con un salto temporale ricorda il liceo “un mio compagno di classe in gita scolastica si vergognava di dire che era palermitano e diceva di essere di Bologna”.
Poi arriva un ma “Ma mentre preparavo il mio film ho pensato ai funerali del generale Dalla Chiesa e mi è tornato in mente un fotogramma, un fotogramma in cui dietro la bara era presente Giovanni Falcone e Rocco Chinnici e io pensavo ‘ma chi ve lo fa fare?”. E poi “quando muore Rocco Chinnici c’è Borsellino che porta la bara… perché non mi avete detto quanto è stato importante Rocco Chinnici per la nostra vita? Perché mi avete fatto vedere a scuola decine di volte Marcellino pane e vino? Da giovani ci vergognavamo di essere palermitani in quanto concittadini di Totò Riina, e invece avremo dovuto essere orgogliosi in quanto concittadini di Chinnici”. E alla fine prima di lasciare il palco alla figlia di Chinnici incoraggia “Dobbiamo vivere come se Chinnici, Falcone e Borsellino (Borsellino e Chinnici sono nati lo stesso giorno il 19 gennaio) fossero morti ieri, con la stessa incazzatura, con lo stesso sentimento, perché altrimenti dimenticheremo tutto”.

NEWS DALLA CONFERENZA DI OTRANTO

Ore 11,45 – La presentazione di AARON PETTINARI (Antimafia 2000) che ricorda tutti i nomi delle vittime delle stragi di Mafia è davvero emozionante. Aaron dice ai giovani che il loro impegno da speranza al futuro e rende possibile il pensiero di Paolo Borsellino “un giorno questa terra sarà bellissima”. Il noto Giornalista ha illustrato ai giovani in significato del processo in atto sulla “trattativa” Stato – mafia. Documenti alle mani Aaeron Pettinari spiega ai giovani quanto fosse concreta la “Trattativa” e le conseguenze sull’attuale società civile. Ricorda che dopo il mancato attentato all’Olimpico, di fatto, con il governo Berlusconi non ci sono state più stragi e si sono aperte le porte del carcere duro per pericolosissimi mafiosi. Il Giornalista parla anche della telefonata di Giorgio Napolitano e Nicola Mancino di cui è stata ordinata la distruzione e del dispiacere nel dovere prendere atto che l’attuale Presidente della Repubblica abbia inteso, così, rappresentare la Società civile italiana. Aaron Pettinari ha ricordato che recentemente il criminale Totò Riina ha dato espresso ordine di uccidere in modo clamoroso il Magistrato NINO DI MATTEO.

Ore 12,02 – ASSOCIAZIONE AGENDE ROSSE – ANITA ROSSETTI – Una domanda diretta ai giovani della Scuola:“sapete chi è il Magistrato Nino Di Matteo”. I giovanni non lo sanno, non hanno colpa ma la relatrice fa capire quanto sia importante la conferenza di oggi e per tutti noi essere a conoscenza. Solo così, tutti insieme, rappresentiamo la sicurezza di coloro i quali operano per il bene comune e che spesso vengono lasciati da soli, anche attraverso la diffamazione e la calunnia o, come capitato al Maresciallo dei carabinieri Saverio Masi, attraverso un’attività giudiziaria che lo ha portato ad una condanna per avere tolto una contravvenzione (fatto ridicolo n.d.r.) evidentemente per sporcare il suo ruolo di “Uomo di Stato” corretto e che oggi continua a rischiare nella qualità di capo Scorta del magistrato Nino di Matteo che, come afferma la relatrice, è uno di quei Magistrati che stanno andando dritti per la propria strada sapendo di andare incontro a rischi enormi della sua stessa vita. Anita Rossetti parla del famoso Jammer che il Ministro Alfano (sicilano n.d.r.) dovrebbe garantire al Magistrato Nino Di Matteo e alla sua scorta ma che ancora non è stato fornito. Diciamo subito che si tratta di un dispositivo che rende impossibile attivare intorno ad esso radiocomandi che possono fare esplodere da lontano ordigni esplosivi. Uno strumento in vendita a chiunque, in rete, non potente come quello che serve a rendere sicura la vita del PM Di Matteo ma non si capisce perché ancora non è stato fornito dallo Stato. Verrebbe voglia, anzi, lo proponiamo, di fare una colletta e regalarlo alla Magistrato Nino Di Matteo e alla sua Scorta.

COS’E’ IL JAMMER – LEGGI http://it.wikipedia.org/wiki/Jammer oppure http://www.kingdomm.com/Jammers.html

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In alto a destra il Magistrato Nino Di Matteo – Pubblica Accusa nel processo sulla “Trattativa Stato – Mafia”

Ore 12,15 – Maresciallo SAVERIO MASI (capo scorta del PM Nino Di Matteo del processo inerente la trattativa Stato-mafia) – “Nessuno di noi considera questa chiacchierata fine a se stessa e sono certo che nessuno di voi sia stato precettato per riempire quest’aula”. Con queste parole il Maresciallo dei carabinieri Saverio Masi ha dato voce alla sua testimonianza nell’aula gremita di Giovani e Docenti. “Intanto vi ringrazio per avermi dato questa opportunità – ha continuato Saverio Masi – perché voi dovete sapere che ciò rende sicuri tutti noi, e difficile per la mafia di farci rivivere quanto è già accaduto, siete proprio voi con il vostro interesse, il vostro passaparola che spacca il muro del silenzio nel quale esplodono le bombe che uccidono chi lavora per lo Stato. Quando sono pervenute le prime minacce di morte – ricorda Saverio Masi – la cosa che mi ha colpito di più è stato l’isolamento procurato dal silenzio della stampa, di una certa stampa evidentemente organizzata per fare silenzio. A voi ragazzi devo dire che è proprio questo silenzio che uccide e che lascia soli”.
A proposito dell’informazione imbavagliata e organizzata per fare silenzio sulle questioni scottanti, il caposcorta del Magistrato Nino Di Matteo, nella sua relazione anche frutto del contributo delle Associazioni Antimafia che hanno consentito di ricostruire con atti alla mano i fatti relativi all’epoca delle stragi, ha ricordato come, logica della loggia massonica P2 prevedesse la realizzazione di un’agenzia che potesse controllare la stampa.
IL PARLAMETARE.IT ricorda che un fatto simile è gravissimo oltre tutto poichè rappresenta una violazione ai diritti dell’Uomo a conoscere la verità e a poterla sostenere. Si tratta di una forma di libertà che non attiene solo ai fatti di Giustizia bensì ad ogni settore che trova sviluppo attraverso la Comunicazione, i Media, la carta Stampata, la televisione, la Radio e che oggi, fortunatamente, la Rete limita fortemente se non del tutto.
Lo Stato – ha continuato nella sua relazione Saverio Masi – è stato sotto ricatto da forze terroristiche e da forze eversive interne ed esterne. Attacchi di ogni tipo finalizzate a mettere sotto pressione la Magistratura di Palermo e non solo, operati da quella parte della massoneria e dei servizi segreti deviati che oggi stanno utilizzando, evidentemente, anche Totò Riina usandolo come “ventriloquo” dispensatore di ordini di morte perché il terrore possa riprendere lo spazio che con tanti sacrifici abbiamo tolto alla Mafia. All’interno di una relazione applaudita più volte e con convinzione che speriamo di riproporre presto per intera, il Maresciallo Saverio Masi ha comunicato ai Giovani che “con la vostra presenza avete aperto una breccia nel muro del silenzio e questa , vi assicuro, è la migliore protezione che possiate offrire ai Magistrati e a tutti coloro i quali lottano per il nostro bene e proteggere il vostro, nostro sacrosanto diritto di vivere felicemente non più all’interno di una Democrazia incompiuta”.

VEDI ANCHE IL FATTO QUOTIDIANO: CLICCA SU – http://tv.ilfattoquotidiano.it/2014/01/19/borsellino-travaglio-minacce-a-di-matteo-queste-sono-condanne-a-morte-della-mafia/261602/
VEDI ANCHE IL FATTO QUOTIDIANO DEL 7 OTTOBRE 2013–  http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/10/07/indagini-pericolose-di-saverio-masi/735219/

Ore 12,45 – MATILDE MONTINARO (sorella di Antonio, ucciso nella strage di Capaci del maggio ’92) – “Per una madre non è biologicamente naturale sopravvivere alla morte di suo figlio e invece mia madre lo ha dovuto fare”. Con queste parole Matilde Montinaro apre la sua testimonianza ai Giovani e continua –  “ma soprattutto a mia madre ha fatto male il dovere prendere atto che lo Stato, lo stesso per cui suo figlio è morto, non ha difeso suo figlio”. Ricordo le parole diAntonio Caponnetto pronunciate quando morì Paolo Borsellino: “E’ tutto finito” , disse “loro sono morti perché noi non siamo abbastanza vivi”.
Matilde Montinaro è forte nella sua testimonianza che appassiona i giovani e tutti i presenti che applaudono vivendo forti sentimenti di impotenza che sono segno di concreta partecipazione emotiva all’evento. La sua testimonianza colpisce in profondità perché ha trasmesso il suo amore per quell’Italia che – come ha dichiarato il Direttore Luigi Martano – è “l’Italia più Bella”.

Ore 13,01 – SABRINA MATRANGOLA – FIGLIA DI RENATA FONTE Assessore della bellissima Nardò uccisa dalla criminalità organizzata – Leggi http://www.legalitaegiustizia.it/wp-content/uploads/2013/04/Renata-Fonte.pdf – La mamma di Matilde muore ammazzata perché “ecologista”. Oggi che tutti guardano alla Green Economy come speranza del domani dell’Umanità – come dice Matilde – “come si fa a non essere ecologisti?” Una morte che oggi sarebbe fuori luogo atteso il fatto che a Milano nel 2015 l’EXPO mondiale si terrà proprio sull’Ecologia intesa come discliplina che contamina ogni forma di pensiero e di economia del domani.

Ore 13,12 – COLLEGAMENTO CON SALVATORE BORSELLINO – “Sono felice di partecipare a questo incontro e di salutare questi ragazzi di Otranto che per me rappresentano la speranza”. Salvatore Borsellino, fratello di Paolo parla delle “mancate verità”.
“La situazione è molto grave. Ieri – fa un esempio – a due magistrati che stanno lavorando sulla trattativa è stato impedito di arrivare a Torino e di potere essere abbracciati dall’affetto e dal calore dei ragazzi che li attendevano per abbracciarli. E’ assolutamente grave (per noi gravissimo n.d.r.) che lo Stato non sia capace di assicurare a questi uomini la Sicurezza indispensabile. Noi Associazioni abbiamo piazzato una tenda davanti al Tribunale di Palermo per promuovere una corta civica a questi Magistrati vivi e che corrono un gravissimo rischio. Lo Stato sta ancora discutendo come proteggerli con mezzi appariscenti come elicotteri che non potranno mai atterrare sul Tribunale o blindati come carri armati che sono ridicoli e appaiono chiaramente  come dichiarazioni pubblicitarie e di vetrina emesse da uomini di governo. Attendiamo, invece, questi JAMMER ma lo Stato non li fornisce ancora”.
“Paolo Bosellino e Giovanni Falcone, forse, sarebbero morti lo stesso – ha affermato Salvatore Borsellino – ma se avessero avuto questi dispositivi non sarebbero morti in quel modo che oggi significa il dovere prendere atto che in quella storia si è registrata la complicità di tanta altra gente e che per le modalità di esecuzione ha coinvolto tante vite umane”.
Salvatore Borsellino ci tiene a citare sempre, insieme al nome del fratello Paolo, come ha promesso a sua mamma, quello di tutti coloro i quali sono morti insieme al Magistrato Antimafia, tra gli EROI moderni della Sicilia. Volontà che ILPARLAMENTARE.IT rispetta. Oltre a Paolo Borsellino, infatti, morirono il caposcorta Agostino Catalano e gli agenti Emanuela Loi (prima donna a far parte di una scorta e prima agente della Polizia di Stato a cadere in servizio), Vincenzo Li MuliWalter Eddie Cosina e Claudio Traina. L’unico sopravvissuto fu Antonino Vullo, risvegliatosi in ospedale dopo l’esplosione, in gravi condizioni. Non è mai stata definita l’organizzazione della strage, nonostante il giudice fosse a conoscenza di un carico di esplosivi arrivato a Palermo appositamente per essere utilizzato contro di lui. Dopo l’attentato, l’agenda che il giudice portava sempre con sé e dove era solito annotare le informazioni sulle indagini, diventata famosa come l’agenda rossa (dal colore della sua copertina), non fu mai ritrovata.

OPPORTUNA CONSIDERAZIONE DI UN ANALISTA RILASCIATA A IL PARLAMENTARE.IT
A tal proposito la nostra redazione ha provveduto ad ascoltare un noto analista di cui preferiamo mantenere riservato il nome secondo il quale “la mancata fornitura dei dispositivi Jammer e di tutto quanto è indispensabile alla sicurezza del PM Nino Di Matteo che sta iniziando a fare molto rumore in Rete, determinerà una discesa libera senza precedenti di una componente importante della Stato che sottovaluta o non conosce il ‘potere della rete?. A parere dell’esperto analista, infatti, a subirne danni politici sarà proprio l’attuale Ministro Angelino Alfano che più di tutti, poiché siciliano, dovrebbe avere a cuore l’immediata soluzione a favore della sicurezza dei Magistrati nel processo relativo alla trattativa Stato-mafia. I cittadini e tra essi la blogsfera in particolare, inizia a prendere perfettamente coscienza del fatto che la fornitura di uno o più Jammer è cosa ridicola rispetto alla sicurezza dei cittadini tutti e dei Magistrati impegnati nelle indagini. A parere dell’esperto di gestione della conoscenza – infatti – il contrario sarebbe davvero preoccupante e denoterebbe un elettorato disattento alle esigenze di tutti i giovani italiani atteso il fatto che la malavita sta condizionando il futuro di tutta l’Italia e dell’Europa e che la mancanza di sbocchi occupazionali e lavoro, dipende solo ed esclusivamente da questo serpente rappresentato dal malaffare, che si attorciglia sempre più e meglio intorno alle speranze di tutti per vanificarle senza pietà.

DA OTRANTO – “QUEL FRESCO PROFUMO DI LIBERTA’ ”
Salvatore Borsellino conclude il suo intervento in collegamento Skype ricordando che solo lottando senza timore, insieme, i giovani potranno assaporare “Quel fresco profumo di libertà” auspicato ad essi da Paolo, suo fratello. Un diritto che non possiamo negare ai giovani perché ciò significherebbe rendere vana la nostra stessa esistenza. Salvatore Borsellino conclude il collegamento mostrando l’immagine del fratello Paolo in ricordo di tutti i caduti per mano della “mafia”. Un’immagine che ha letteralmente infiammato il cuore dei presenti tutti in piedi per minuti ad applaudirlo.

Niente, per davvero, poteva essere migliore di questo gesto per concludere una conferenza che dall’Istituto professionale Statale Servizi per l’Enogastronomia e l’Ospitalità Alberghiera di OTRANTO è destinata ad entrare nella cronaca internazionale grazie alle numerose Testate Giornalistiche Telematiche che ne stanno stanno diffondendo i contenuti in Rete nella Comunità dei giovani che attraverso la connettività sta cambiando gli scenari della Democrazia.

Un grande successo per tutti gli intervenuti e le Associazioni che lo hanno animato. Allo stesso tempo questo grande evento rappresenta un successo per la Provincia di Lecce e in particolare per il Direttore Luigi Martano, il Corpo Docente e i Giovani dell’Istituto professionale Statale Servizi per l’Enogastronomia e l’Ospitalità Alberghiera di OTRANTO che lo hanno ospitato, che ringraziamo con il nostro sostegno.

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