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Wellness – è così necessario?

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Salve, sono quello che si definisce un autentico comunicatore. Mi piace scrutare a 360° in tutto ciò che può generare interesse nel settore del Brand Italia e del Made in Italy. Ho sviluppato un'ottima competenza nei settori della Fotografia, Web Booking, Web Travel, Moda, Food & Beverage, Weellness, Spettacolo, Business. Sono una penna di Comunicare Italia e ne sono felice perchè mi consente di scrivere liberamente e costruire qualcosa di veramente importante e per le Aziende italiane che credono nel Lavoro. Se posso esserti utile scrivimi pure.

Il termine “wellness” nasce come l’insieme di due termini “well being” e “fitness”. Il suo vero significato rimane tuttavia un mistero fra i maggiormente insoluti nel campo del Benessere.

Tale termine possiede un’indiscussa notorietà, acquisita sempre maggiormente negli ultimi anni. L’origine di questa parola è da ricercarsi all’interno del contesto sportivo e manageriale italiano. All’interno di un’intervista, Nerio Alessandri (Presidente Technogym) attribuisce alla sua stessa società l’invenzione di questo termine, definendo il suo concetto come:

thermana-wellness-park“Il Wellness è il nuovo stile di vita per il benessere psico-fisico inventato da Technogym, orientato al miglioramento della qualità della vita attraverso l’educazione ad una regolare attività fisica, un’ alimentazione equilibrata ed un approccio mentale positivo. Significa scegliere di vivere bene, cercando di coniugare l’antico adagio “mens sana in corpore sano”

Il tutto andrebbe interpretato come un tentativo di portare benessere ad un individuo, mediante uno stile di vita orientato ad una buona cultura fisica e psicologica.

In questi anni, data l’assenza di un’origine certa di questo termine, ha preso il via ad un processo di “abuso” dello stesso. Sono vari i campi che gli attribuiscono i significati più svariati, spesso ad uso e consumo proprio dello specifico settore.

Per esempio, nel campo erboristico viene data la definizione :

“Il termine “Wellness” indica il benessere inteso come miglioramento delle condizioni generali dell’organismo e come potenziamento delle nostre difese attraverso l’integrazione di quei complementi vitaminici e minerali”

Per le discipline olistiche, la stessa parola possiede un altro significato con l’aggiunta di una diversa origine:

“Il wellness si sviluppa quale un approccio alla vita una trentina di anni fa in America, mettendo in rilievo che per la contentezza della vita e indispensabile stabilire l’armonia tra la mente, il fisico e la psiche.”

Esiste un fattore comune, che lega questo termine alle diverse definizioni date dalle discipline prima proposte, il tentativo di migliorare le condizioni relative al proprio stato di benessere e salute. La modalità con cui viene proposta questa soluzione, varia dalla semplice integrazione alimentare fino ad un completo programma psico/fisico.

La similitudine wellness = benessere presenta alcune pecche. Al fine di rendere facilmente comprensibili le lacune del primo, occorre spiegare cosa si intenda con il termine Benessere.

Il Benessere

La prima definizione ufficiale viene fornita dall’OMS nel 1948 :

“Stato di completo benessere Fisico, Psichico, Sociale e non semplice assenza di malattia”

Secondo questa definizione, Stato fisico, Psiche e Società sono i tre aspetti fondamentali del benessere. Esso non è quindi da considerarsi come costituito da una singola componente: si tratta dell’equilibrio di un insieme di fattori di diversa natura, ma di eguale importanza.

Possiamo sostenere che non può esistere uno stato di benessere se una delle tre componenti fondamentali non viene soddisfatta.

Occorre innanzitutto comprendere quali siano le suddivisioni del benessere e quali sono gli errori comuni da evitare nella programmazione di un intervento mirato al suo miglioramento.

Sono di fondamentale importanza due considerazioni prima della lettura del resto dell’articolo:

Comprendere come esso possa fornire un’idea generale di quali siano le varie componenti del benessere e non essere una guida universale al raggiungimento di esso.

Rendersi conto che il benessere, ed il suo conseguente miglioramento, devono in primis essere una scelta personale e motivata da parte dei vari soggetti e non un’imposizione altrui.

All’interno di una programmazione per un eventuale intervento sul benessere, il fattore più importante sarà la capacità di ascoltare e comprendere le esigenze dei singoli o del gruppo con cui dobbiamo relazionarci.

Di seguito sono identificate varie Macro-aree, a loro volta divise in micro-aree di appartenenza:

Salute e benessere fisico

Un altro aspetto importante da notare è la “presunta” non influenza dello stato patologico dell’individuo. Presunto sano o con patologia evidente, la salute sarebbe quindi da collocarsi in una sede diversa rispetto allo stato patologico.

Come enunciato da Gadamer: “A differenza della malattia, la salute non è mai causa di preoccupazione, anzi non si è quasi mai consapevoli di essere sani”.

Bisogna sottolineare come salute e benessere assumono significati diversi all’interno dell’ambito clinico e come tali assumano un significato diverso in relazione alla citazione:

Lo stato di salute, indica la completa assenza di malattia. Con questo termine si considerano i cosiddetti “soggetti apparentemente sani”, caratterizzati dalla completa assenza sia di stati acuti che cronici.

Al contrario, il benessere non tiene conto della variabile “salute”, bensì valuta lo stato di percezione personale della propria vita.

Esistono casi clinici documentati che dimostrano il miglioramento delle condizioni fisiche in soggetti affetti da patologia diabetica.

“un allenamento costante può determinare una riduzione del 20-30% del fabbisogno giornaliero di insulina. Nel diabete mellito di tipo 2 è stato dimostrato che l’esercizio fisico riduce l’insulinoresistenza periferica, i livelli plasmatici dei trigliceridi e le VLDL.

Quindi l’esercizio fisico migliora la glicemia, poiché determina calo ponderale, il suo mantenimento nel tempo e la riduzione dell’insulinoresistenza: l’aumentata sensibilità dell’insulina derivante dall’aumentata utilizzazione del glucosio avviene non solo durante l’attività fisica ma persiste nelle 48 ore successive.”

Un programma basato sul miglioramento del benessere dal punto di vista fisico, potrà portare ad uno miglioramento della percezione della propria salute ma non ad una guarigione dal proprio stato patologico.

È pertanto errato credere, ed affermare, che l’attività fisica migliori lo stato di salute. Al contrario è esatto, e da tenere sempre a mente, che essa ricopre un ruolo fondamentale nella prevenzione:

-delle complicanze dovute a patologie croniche .

-Nell’insorgenza di stati patologici nei soggetti apparentemente sani.

Da quanto detto precedentemente si può pertanto comprendere come esista un effettivo miglioramento, bensì del benessere e non della salute.

Alimentazione ed Integrazione Nutrizionale

Una nota particolare deve essere posta a questo argomento, il quale ha riscosso un notevole successo nell’ultimo decennio. L’efficacia dell’integrazione alimentare ed i suoi aspetti positivi sul benessere fisico sono un argomento di discussione molto delicato. Per molti versi, l’integrazione viene considerata come un metodo “alternativo” ad una corretta nutrizione in modo da garantire l’apporto di tutti quei micronutrienti contenuti negli alimenti che spesso non vengono inclusi nella comune dieta.

Questa soluzione istintiva non è considerata valida da molti studiosi del campo, citando Katch (2004): “L’opinione generale è che la popolazione fisicamente attiva, con dieta bilanciata non ha bisogno di integratori sul piano alimentare.”

L’analisi di questa frase ci porta a comprendere l’aspetto più importante legato a questo tipo di benessere: attività fisica e dieta bilanciata sono fondamentali. Chi rispetta questi primi due aspetti non necessita di ricorrere all’integrazione (n.d.a Il discorso si limita alla pratica sportiva ludica e non agonistica).

Sui soggetti che non rispettano queste due condizioni, alcuni studi (Weight 1988) hanno portato l’attenzione su come l’integrazione, nel caso specifico di vitamine, possa compensare le carenze dovute ad un’alimentazione scorretta senza però portare ad effettivi miglioramenti dello stato fisico.

Dopo quanto detto, non sembrerebbe fondamentale l’integrazione alimentare per un miglioramento delle nostre condizioni fisiche.

Discorso a parte deve essere fatto per un ormone, la melatonina: da vari studi condotti su animali (Huether G. 1996) è stato verificato come la sua corretta integrazione aumenti la durata della vita e riduca la velocità dell’invecchiamento.

Occorre sempre muoversi con prudenza all’interno di questo campo, evitando di esagerare e soprattutto evitando di ritenere gli integratori come “pillole miracolose” in grado di consentirci un buono stato di benessere fisico compensando carenze attribuibili a uno stile di vita non propriamente corretto.

Benessere psicologico

La componente psicologica è un’introduzione piuttosto recente nel contesto del benessere. Fino al 1993, gli studi e le relative considerazioni erano condotti quasi esclusivamente su campioni di popolazione, con l’esclusivo fine di ottenere un insieme di variabili comuni a tutti gli individui.

Fra le intenzioni dei ricercatori vi era il tentativo di creare uno standard di variabili, su cui si sarebbero dovuti ideare degli appositi programmi volti al miglioramento del benessere: si tentava idealmente di sviluppare una sorta di protocollo del benessere, valido ed accettato comunemente, per l’intero insieme della popolazione.

Da questo momento in avanti, gli studi si sono progressivamente spostati verso la percezione soggettiva delle variabili rilevate fino ad allora. Il merito di questo cambio di fronte è da attribuire soprattutto all’OMS ed alla sua definizione di Qualità di vita come:

“percezione soggettiva che un individuo ha della propria posizione nella vita, nel contesto di una cultura, e di un insieme di valori nei quali egli vive, anche in relazione ai propri obiettivi, aspettative, preoccupazioni”

Tale definizione focalizza l’attenzione sugli aspetti riguardanti il singolo individuo, che viene riconosciuto come unico e diverso dagli altri soggetti che lo circondano e quindi dotato di una diversa percezione di uno stesso vissuto.

Diventa quindi d’obbligo, almeno su carta, considerare come primo fattore il singolo individuo e non più le variabili condivise da un campione.

Le variabili che compongono la psiche sono innumerevoli e richiederebbero un trattato intero per ognuna di esse. Per motivi di completezza, ho quindi optato per un elenco delle caratteristiche a mio avviso più significative:

Adattamenti Psicologici

Sono formalmente derivati dall’adattamento e dall’adattabilità di un dato individuo. Con essi intendiamo le modifiche biologiche, psicologiche o comportamentali, al fine di sopravvivere all’evoluzione dell’ambiente circostante, e la capacità personale di riuscire ad attuare tali modifiche.

La psicologia evoluzionistica ritiene che esistano adattamenti mentali eguali per tutti gli individui. Essa ritiene che esistano alcuni meccanismi a funzione specifica comuni a tutti gli individui ed originati da stimoli ambientali e modalità di vita ricorrenti. La loro origine sarebbe da imputare a vissuti comuni di gruppi o società; tali adattamenti verrebbero quindi ereditati dalle generazioni successive ed in tal modo si sarebbero consolidati con il passare del tempo.

Questi tratti comuni ci portano quindi ad operare scelte comuni, anche fra etnie diverse, ma ad affrontarle in modo differente. Fra di esse possiamo trovare: la necessità di un partner, di sentirsi integrati in un gruppo, la cura dei figli, la ricerca del proprio status ed altri (Buss, 1998).

I Comportamenti

Sempre seguendo il corso degli studi della psicologia evoluzionistica, troviamo una differenza fondamentale fra adattabilità e comportamenti. Come poco prima asserito, l’adattabilità comporta la necessità che trascorrano lunghi periodi prima di poter cambiare apprezzabilmente le caratteristiche degli individui.

Al contrario i comportamenti vengono considerati come “i diversi modi di agire dei singoli soggetti di fronte allo stesso stimolo” e risultano essere diversi poiché influenzati dai vari fattori, dalla conoscenza dell’individuo della società, nonché dai suoi vissuti.

La soggettività

La nostra capacità di adattarci, i nostri comportamenti e le nostre esperienze, formano il singolo individuo in maniera unica ed irriproducibile. Tale diversità diventa l’elemento centrale intorno al quale si sviluppano le nostre diverse motivazioni, le nostre diverse ambizioni, i nostri diversi interessi.

Tale differenziazione porta da un lato ad un’enorme difficoltà nel calibrare degli interventi mirati ad un miglioramento del benessere di un gruppo di individui, dall’altro ci permette di effettuare anche una valutazione molto importante, relativa a quello che piace ed a quello che non piace ai singoli soggetti.

La Motivazione

Esso discende direttamente da quelli che sono i nostri desideri. Più forte sarà la volontà di realizzarli e maggiori saranno la motivazione e l’impegno impiegati per raggiungere tale obbiettivo. È da tenere conto la considerazione di Amartya Sen e Frank Ramsey, essi sostengono l’importanza intrinseca del desiderio in quanto tale: secondo il loro punto di vista il desiderio porta benessere indipendentemente da quale esso sia. Non viene quindi considerato solamente il bene dotato di un valore economicamente “utile” ma anche un particolare scopo personale.

Intelligenza emotiva

Risulta come punto di incontro fra l’intelligenza classica, matematica e verbale, e la capacità di saper vivere gestire e provare emozioni.

Secondo Goleman (1996), esistono cinque sfere da considerare all’intero di questo campo: LaConoscenza delle proprie emozioni, Il Controllo delle Emozioni, La Motivazione di se stessi, Il Riconoscimento delle emozioni altrui e La Gestione delle relazioni.

Un buon controllo emotivo, permette una migliore stabilità emotiva, un migliore equilibrio psicologico, oltre alla conseguente migliore capacità di relazionarsi con gli altri.

I benefici non saranno solo di tipo psicologico, ma si presenteranno anche miglioramenti dell’aspetto sociale degli individui.

Benessere Sociale

All’interno di questa area si trovano tutti quegli aspetti che tendono ad essere comuni fra individui diversi. Tali tratti comuni tendono ad identificare diversi stadi di aggregazione, a partire dalla coppia e dal piccolo gruppo, ove i tratti comuni tendono ad essere maggiori, per terminare nella società, dove le somiglianze sono minime.

L’educazione che riceviamo, la religione, l’atmosfera culturale dove viviamo, la nostra etnia, la propaganda politica sono solo alcuni di questi fattori.

Il fattore più importante risulta essere sicuramente la libertà personale, essa viene definita come:

l’insieme delle scelte a disposizione di un individuo-

Essa risulta essere vincolata da molti fattori personali, spesso legati alla propria condizione sociale, alle proprie esperienze di vita, ai nostri valori etici, morali, religiosi, affettivi, politici, al nostro coraggio, alla nostra intraprendenza, alla nostra volontà e ad altri ancora.

La libertà indica anche la nostra possibilità di effettuare due diversi tipi di scelte:

Vincolanti, ovvero che ci legano a quel determinato tipo di scelta per un tempo variabile. Possiamo, per esempio, aver deciso di intraprendere la scelta A ed esserne felici e, di conseguenza, trarne un certo grado di benessere; oppure possiamo non trovarci bene con tale scelta e trovarci immersi in una forma di malessere poiché non sarà più possibile effettuare la scelta B. In ogni caso saremo nella condizione di rimpiangere le altre opzioni che ci si ponevano di fronte.

Non vincolante, ci porta ad un effettivo stato di libertà di scelta: esistendo la possibilità di effettuare scelte senza paura di perdere le altre opzioni non saremo più preda del rimpianto tipico della scelta vincolante. In questo caso se effettuiamo la scelta A, non ci verrà impedito in un secondo tempo di effettuare la scelta B. Essa permette un reale miglioramento del benessere poiché ci consente di effettuare la nostra scelta senza aver paura, ansia, rimpianti o rimorsi

Un tipo particolare di libertà è quella di benessere, essa si pone a cavallo fra il benessere sociale – dal quale prende il concetto di libertà- e quello psicologico, poiché diretta ambizione e desiderio del soggetto con conseguente necessaria volontà di colui che la detiene per poter giungere questo specifico fine.

Si potrà parlare di libertà di benessere, solo nel caso che un individuo si trovi nella condizione effettiva di poter scegliere di vivere bene e di star bene senza nessun tipo di obbligo od imposizione.

Ultima, ma non meno importante, è da considerarsi l’importanza legata ai beni materiali. E’ importante non pensare che SOLO essi siano utili al conseguimento del benessere. Bisogna però ricordare che partecipano attivamente alla nostra vita quotidiana e che senza alcuni di essi non potremmo parlare di alcun tipo di benessere.

Ognuno di essi possiede una propria utilità di base senza la quale non sarebbe possibile una vita “normale”, ovvero il punto di partenza per poter iniziare a parlare di miglioramento della propria condizione dal punto di vista sociale.

Conclusioni

Il concetto “originale” di Wellness è da ritenersi un grosso passo avanti nel campo della prevenzione; esso introduce nell’ambiente sportivo amatoriale i concetti di benessere psicofisico e di un sano stile di vita.

Da quanto però detto precedentemente, il benessere risulta essere un insieme multidisciplinare. Presumibilmente la gestione di interventi mirati dovrebbe essere nelle mani delle figure professionali adatte a questo compito da uno Staff composto di Medici, Psicologi, laureati in Scienze Motorie, e di tutti gli altri professionisti del settore della prevenzione.

Tale presupposto, rende difficile comprendere come i destinatari del concetto di wellness (soprattutto palestre) siano in grado di affrontare un compito di questa portata con il loro personale. Come purtroppo è ben noto, l’ambiente sportivo italiano pecca di leggi specifiche consentendo praticamente a tutti di insegnare attività fisica; questo rende attuabile tali interventi in rare realtà, diventando solo un termine per attirare nuovi clienti per i rimanenti.

Dal punto di vista dell’attuazione, nella realtà non esiste nessuna particolare scuola di insegnamento, ne un particolare protocollo per la realizzazione di questi interventi. Questo termine viene quindi spesso preso in prestito solo per fini commerciali e solitamente realizzato nell’ambito di palestre e centri fitness, mediante corsi di sala o sedute con pesi.

Un tentativo di questo tipo, con lo scopo di migliorare il benessere psicofisico, ma attuato mediante un corso di fitness od una seduta di sala pesi, spesso e volentieri si scontra con i concetti di soggettività e diversità. I corsi uniformati, lo staff che dispensa allegria al pari degli animatori dei villaggi turistici, i costi spesso e volentieri proibitivi per l’accesso alle strutture, possono indurre una riduzione della motivazione, con conseguente abbandono, da parte di quei soggetti non completamente convinti delle possibilità delle scelte disponibili.

Purtroppo non solo le palestre sono artefici della trasformazione commerciale di questo concetto. Sempre maggiori sono i prodotti “specifici” per il wellness, spesso venduti a caro prezzo e proposti come la sola possibile soluzione per poter godere di un effettivo miglioramento psicofisico.

In tal caso vorrei ricordare come il pioniere di questo campo fu Galeno (131-201 d.C.) mediante il De Sanitate Tenda, un saggio sui miglioramenti fisiologici del corpo in risposta ad uno stimolo di natura fisica; dimostrazione che non sono solo le migliori tecnologie disponibili sul mercato ad aumentare il benessere, bensì una buona preparazione dello staff tecnico ed una forte attenzione a quelle variabili psicosociali che spesso e volentieri vengono trascurate.

a cura di Alberto Balestra

Bibliografia

Huether G. “Melatonin as an anti-aging drug: between facts and fantasy” Gerontology 1996; 42(2): 87-96.

Sadi M. ; Armezzani M. “Salute, ben-essere e soggettività : nuovi orizzonti di significato” ; McGraw-Hill, 1999

Sen Amartya K. “Il tenore di vita : tra benessere e libertà “; Marsilio, 1998

Sorcinelli P. “Gli italiani e il cibo : appetiti, digiuni e rinunce dalla realtà contadina alla società del benessere” ; Clueb, 1995

William D. McArdle, Frank I. Katch, Victor L. Katch “Fisiologia applicata allo sport : aspetti energetico, nutrizionale e performance”; Cea, 2004

Goleman D. “Intelligenza emotiva” ; Rizzoli, 1999

Fattiroli F. Cellai T. Burgisser C.” Esercizio fisico e stato di salute: un legame inscindibile”; Monadi Arch Chest Dis 2003; 60: 1, 73-78

G. Faglia, P. Beck-Peccoz “Malattie del sistema endocrino e del metabolismo” ; McGraw Hill, 2006

P.Pantani “A tu per tu con Nerio Alessandri fondatore di Technogym: un alchimista dei tempi moderni” ;

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